Tombe

La Valle delle Tombe

Per cercare di conoscere i palmireni, la loro mentalità, i loro valori, la loro cultura, i rapporti familiari e le gerarchie sociali, dobbiamo rivolgerci, almeno per il momento, non tanto alla città dei vivi, quanto alla città dei morti. 

La più spettacolare, ed emozionante, delle necropoli che circondavano Palmira è quella che si trova lungo la strada che in antico costituiva la via d’accesso alla città per chi proveniva da Occidente, nota come “la Valle delle Tombe”. 

Con le sue tombe a torre e lo spoglio magnifico paesaggio desertico sullo sfondo, ha accolto per secoli mercanti, soldati, viaggiatori, studiosi.

Valle delle Tombe al tramonto (ph. Alberto Bacchetta)

Le torri funerarie

Le tombe a torre sono costruzioni quadrangolari molto sviluppate in altezza: all’interno si sovrappongono fino a 4/5 camere funerarie, collegate da scale, e ci può essere anche una camera sotterranea. Sulla facciata poteva essere posizionato, oltre all’iscrizione di fondazione, il ritratto del fondatore.

Tra le tombe a torre meglio conservate (fino alle distruzioni del 2015) vi era la torre di Elahbel, fondata all’epoca dell’imperatore Traiano da quattro fratelli, appartenenti a una famiglia importante dell’élite palmirena, legata al potere politico di Roma, ma peraltro ancorata alle tradizioni locali, come dimostra la scelta di quello che è considerato dagli studiosi il monumento funerario caratteristico (e preferito) dai notabili palmireni, almeno fino all’inizio del II sec. d. C., e cioè la tomba a torre.

Templi, case o palazzi?

Alla metà del II sec. d. C. le cose cambiano: si assiste a una potente influenza del mondo occidentale romano anche nella scelta, da parte dell’elite palmirena, del tipo di tomba monumentale e collettiva che deve segnalare e ricordare per sempre l’importanza e il potere della famiglia. Sono edifici che all’esterno appaiono come templi, palazzi, case, ma, entrandovi, si rivelano come tombe, con le consuete sfilate di loculi sovrapposti. 

Uno degli esempi più spettacolari è il “Tempio Funerario”, datato tra la fine del II e l’inizio del III sec. d. C., che non solo chiude scenograficamente a ovest la prospettiva della Grande Via Colonnata, la principale arteria cittadina, ma si trova all’incrocio tra questa e la Via Colonnata Trasversale, la strada di accesso a Palmira per chi proveniva da Occidente.

Il Tempio Funerario (Ph. Giorgio Rossi)

Gli ipogei

Un altro tipo di tomba collettiva è l’ipogeo, una tomba scavata nella roccia sotto terra, costituita da un lungo ampio corridoio, ai lati del quale si dispongono le file di loculi sovrapposti, a cui talora si aggiungono delle nicchie o delle vere e proprie stanze laterali.

L’ipogeo di Yarhai ricostruito al Museo Nazionale di Damasco (Ph. Giorgio Rossi)

Dalla seconda metà del II sec. d. C. – momento in cui Palmira diviene ganglio vitale nei commerci fra oriente e Occidente – gli ipogei non appartengono più a un unico clan, ma sono la sepoltura comune di diverse famiglie: non sono quindi più la tomba di famiglia (nobile), ma tomba di famiglie (della classe media). Questa “borghesia mercantile” può permettersi delle sepolture di un certo prestigio e l’ascesa sociale nella città dei vivi è puntualmente rispecchiata anche nella città dei morti.

Ritratti di famiglia Ritratti di famiglia Ritratti di famiglia Ritratti di famiglia Ritratti di famiglia Ritratti di famiglia Ritratti di famiglia